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Libertà d’informazione

21 Ottobre 2009

Anche quest’anno,l’organizzazione Reporters Sans Frontières ha pubblicato la classifica mondiale sulla libertà di stampa,frutto di un’indagine che tiene conto delle violazioni della libertà di stampa denunciate per il periodo tra il primo settembre 2008 e il 31 agosto 2009 e che si basa su un questionario a cui sono stati sottoposti giornalisti, ricercatori, giuristi e militanti dei diritti umani di circa 175 nazioni.

Il questionario non si propone come indicatore della qualità di stampa e di contenuti editoriali,ma basa i propri criteri di giudizio su diversi fattori,quali l’insieme degli attentati diretti contro i giornalisti (assassinati, prigionieri, aggrediti, minacciati, etc.), o contro i media (censure, sequestri, perquisizioni, pressioni, etc.); prende in considerazione il quadro giuridico che disciplina il settore dei media nei paesi esaminati (sanzioni per i reati a mezzo stampa, monopolio dello Stato in alcuni settori, presenza di un organo di regolamento, etc.), il comportamento dello Stato nei confronti dei media pubblici e della stampa internazionale; tiene in considerazione,inoltre, i principali attentati alla libertà di circolazione dell’informazione in Internet.

Fatta eccezione per il trionfo americano – che vanta l’ascesa dalla 40ma alla 20ma posizione- ,i risultati della ricerca si rivelano sconcertanti sotto molteplici aspetti: continua ,infatti, a rivelarsi preoccupante la situazione del Medioriente, che evidenzia l’esigenza crescente di un cambiamento drastico sul fronte delle libertà (Israele perde ben 47 posti,precipitando in 93ma posizione e contando 5 fermi e 3 arresti di giornalisti,vittima inoltre di censura militare applicata a tutti i media). Un forte campanello d’allarme si accende anche per l’Europa,dove democrazie quali Francia,Spagna e Slovacchia non riportano giudizi particolarmente rosei. Ma in quest’ultima nefasta categoria non poteva che piazzarsi anche l’Italia: il Belpaese si piazza al 49° posto,perdendo ben 14 posizioni in due anni e collocandosi tra paesi come Hong-Kong e la Romania.

Una situazione che ci lascia basiti. Ma forse neanche troppo.

La cronaca ci propina ogni giorno casi di servilismo mediatico e  distorsione delle informazioni; tentativi di uniformarci e di inculcarci gli stessi “ideali”,di insegnarci senza troppe argomentazioni chi è buono e chi è cattivo.

E’ quello che accade in un paese dove i giornali autofinanziati sono pochi e la maggioranza dei quotidiani sono sovvenzionati dai partiti; per non parlare delle reti televisive e dei telegiornali,rei di peccare di scarsa professionalità e talvolta promotori (gli ultimi fatti ce lo dimostrano) di servizi ai limiti del ridicolo.

«Per quel che riguarda la cronaca, il giornalista deve riportare semplicemente quello che vede mentre per le idee, i pensieri, devono essere suoi e basta»,sosteneva un Giornalista con la G maiuscola come Indro Montanelli.  Utopia in un panorama come quello attuale,dove il giornalista deve difendere il proprio padrone,aggirando l’informazione pura e aggrappandosi alle più misere banalità pur di contrastare l’opposizione.

Complice questo clima e tanti altri notevoli vantaggi,Internet prende sempre più piede come mezzo di comunicazione e d’ informazione: sopravvissuti alla legge “ammazza blog” –tentativo irrealistico di mettere un bavaglio a blogger e utenti web-,Internet si rivela non solo come un grande archivio che permette di ottenere molteplici visioni sui più svariati eventi,ma anche un luogo dove chiunque e con estrema facilità può confrontarsi,esprimere la propria opinione,arricchire gli altri condividendo le proprie scoperte,solitamente filmati e documenti di nicchia che i mezzi mediatici non si sogneranno mai di mostrarci.

In questo modo,anche un social network come Facebook può essere considerato come un mezzo di comunicazione alternativo: dopo aver apportato alcune modifiche nelle impostazioni,le “pagine fan” sono divenute delle vere e proprie bacheche comuni dove gli utenti possono legge,visualizzare e pubblicare news da tutto il mondo,assumendo la forma di vere e proprie “redazioni” virtuali. E’ il caso di pagine come “Informazione Libera”  (200.000 iscritti), “Informare per resistere”  (100.000), “Condividi la conoscenza” (30.000) e tante altre.

Esempi come questi sono la dimostrazione che c’è una fascia di italiani che non si accontenta di assorbire senza tanti perché ciò che gli viene propinato dalla televisione; un’informazione libera e imparziale è possibile,soprattutto grazie alla curiosità e alla volontà di non fermarsi all’apparenza,di interrogarsi sui fatti e gli antefatti,di guardarci dall’esterno.

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Il prezzo di una stella

26 Giugno 2009

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Ogni giorno veniamo bombardati dalle immagini delle vite da sogno delle star, invidiandone le auto lussuose, le ville spropositate, i lussi sfrenati; e chissà quante volte ci è balenata nella mente la frase “questa gente ha tutto”, consapevoli di non avere nemmeno una centesima parte di tutte le ricchezze materiali che sciorinano con tanta semplicità.
Stanotte è venuta a mancare un’icona degli anni ’80,un artista il cui talento gli è valso la definizione di Re del Pop; una carriera inarrestabile,cominciata alla tenera età di 5 anni e proseguita fino alla consacrazione nell’olimpo musicale:  miglior artista pop maschile del millennio, artista del secolo agli American Music Awards del 2002, due volte nella Rock and Roll Hall of Fame, la stella nella Walk of Fame ,13 Grammy:  solo alcuni dei numerosi premi che Jackson ha ricevuto come riconoscimento di una carriera a tutto tondo.
Ma dopo l’apice, il rapido declino: il cambiamento di colore della pelle,gli svariati interventi che gli hanno deturpato il volto ,lo scandalo del figlio “fatto penzolare” fuori dalla finestra,apparizioni pubbliche al limite del grottesco fra maschere e pigiami,i debiti, i processi per pedofilia.
Michael Jackson dies”,i telegiornali americani stanotte titolavano così. Quella di Michael Jackson è una vita che oggi si è spenta,ma che forse si era già spenta tempo addietro.
Eppure ancora una volta Jacko ha fatto rumore. Se n’è andato senza preavviso, lasciando di stucco il mondo alla vigilia del suo preannunciato ritorno in grande stile.
Genio e follia di un uomo che è l’ esempio più lampante di come la celebrità possa essere un’arma a doppio taglio; è qualcosa che una mente già fragile non può avere la forza di gestire,se non con la cosciente decisione di abbandonare i riflettori quand’è il momento. E’ quando si scatena il malato meccanismo di dover continuamente far parlare di sé,di dover trovare in continuazione pane per i media senza badare al prezzo che si sta pagando, che si sta toccando il punto di non ritorno.
Questo artista lascerà un’impronta indelebile nella storia,ma c’è da chiedersi se arrivino prima gli scandali che hanno macchiato la sua vita o i suoi indimenticabili brani.
E oltre ad un vuoto incolmabile nel panorama musicale c’è un alone di amarezza che finisce forzatamente ad accerchiare ogni pensiero: il fatto che invece di essere consacrati per la propria arte,si finisca per essere ricordati per la propria macabra autodistruzione.
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Eternità:quarta edizione di Fotografia Europea

28 Aprile 2009

Ho cominciato a “vivere” Reggio Emilia all’incirca la scorsa primavera.
In quei mesi la città ospitava la terza edizione di Fotografia Europea,arricchendosi di innumerevoli mostre,ospiti e spettacoli.
L’evento,dal titolo “Umano troppo umano”,era dedicato al corpo rappresentato e interpretato con diverse -a volte contrastanti- sfaccettature: dal corpo come culto della società moderna a quello straziato dalle guerre e dalle malattie;il corpo oggetto della ricerca scientifica,quello tecnologico che deve fare i conti con la virtualità fino ad arrivare al corpo stesso dell’immagine fotografica e alle sue evoluzioni.
Autori di periodi e contesti diversi per rappresentare le più controverse versioni del tema: le polaroid e la sperimentazione di Gioli, i nudi femminili di Hausmann,le forme caotiche di Pierre et Gilles,gli oggetti che prendono vita per Wols e tanti altri.
Non erano da meno le mostre parallele dedicate alla ricerca e all’evoluzione fotografica. Una su tutte,quella del provocatorio Andrzej Dragan: ritratti crudi,a tratti macabri e inquietanti, ma con la capacità di sembrare allo stesso tempo incredibilmente vivi.

Andrzej Dragan, "Marta"

Andrzej Dragan, "Marta"

Tra pochi giorni (precisamente il 30 aprile),Reggio diventerà nuovamente teatro di mostre e spettacoli. Quattro giorni all’insegna di musica, danza e cinema inaugureranno le oltre duecento esposizioni aperte fino al 7 giugno e distribuite nei diversi edifici della città.
Il tema scelto per il 2009 è l’ “Eternità”.
Alla sua nascita,la fotografia era un elemento che affascinava e contemporaneamente spaventava; il riprodurre la realtà in modo così fedele e dettagliato non riguardava solo l’immagine,ma anche il tempo: veniva impresso sulla carta il presente,con la strana e controversa sensazione che quello stesso istante fosse già divenuto passato.
Eternità è un concetto metafisico ,l’assenza di un inizio e di una fine,l’astrazione da tutto ciò che è terreno; un concetto impensabile in un’era frenetica e con tempi così rigorosamente scanditi come la nostra.
Nel vano tentativo di darci qualche risposta,stiamo a vedere come verrà affrontata la questione del tempo nell’immagine fotografica.

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Grazie per l’interesse,Trenitalia!

10 Aprile 2009


Chi in questi giorni si sia ritrovato ad usufruire delle Ferrovie dello Stato- pendolare come me o viaggiatore occasionale- si sarà sicuramente imbattuto nel nuovo,curioso passatempo che le FS si sono curate di regalarci: il sondaggio!
Questi ragazzi armati di penna e cartellina avevano il compito di avvicinare i viaggiatori spazientiti dai mille disservizi per porre quesiti di fondamentale importanza per la sorte dei trasporti pubblici,quali “una valutazione alla pulizia di tendaggi e sedili” o “all’illuminazione nel sottopassaggio”.
Ora:
premesso che per valutare la pulizia di un bagno non credo serva un sondaggio e che non mi inquieta tanto un mozzicone di sigaretta sulla banchina quanto il non riuscire ad azzeccare mai una coincidenza, mi sto seriamente chiedendo se ritengono queste le informazioni essenziali da raccogliere o se vogliono darci un bel contentino.Trenitalia sta lavorando per voi.
Mi sento presa in giro,aspetto un treno che non arriva e mi si viene a chiedere che voto do alle banchine.
Visto il tempo che ci passo,in effetti dovrei pensare di arredarmele.
C’è un malcontento clamoroso riguardo ai trasporti ferroviari. Il rapporto qualità-prezzo è scandaloso:viaggiare in treno è lungo,è caro e se la tua tratta richiede cambi,allora è necessario votarsi a qualche santo prima di partire.
Con la tanto attesa TAV,la situazione non è poi migliorata. La tratta Milano-Roma richiede ancora 4 ore (invece della 3.30 promesse) e il costo di un biglietto di seconda classe è di oltre 75€; con compagnie aeree low cost in un’ora compi la stessa tratta e ,tenendo d’occhio le offerte,anche con meno di 20 € (curiosando rapidamente su internet: ad aprile 19.49€ con easyJet, 14.99€ con Ryanair ).
Inoltre sono state modificate le tratte anche più brevi,con orari che sembrano stati stabiliti con i criteri delle estrazioni della tombola. Scontato dire che il nuovo giocattolino di Trenitalia è stato ripagato con una serie di aumenti sui biglietti che potrà arrivare fino al 12%,tutto addolcito scaglionando il rincaro in 3 anni (2008, 2009 e 2010) per gli abbonamenti e in due (gennaio 2008, febbraio 2009) per i biglietti di corsa semplice.
L’italiano medio,a questo punto,preferisce passarsi una giornata al volante,dato disastroso sotto mille aspetti.
Il generale squallore delle stazioni italiane dal punto di vista estetico credo sia l’ultimo dei problemi di un sistema malato come quello ferroviario.
Rispondo al questionario mentre aspetto il mio solito treno. Con 25 minuti di ritardo.

Stazione ferroviaria Atocha,Madrid

Stazione ferroviaria Atocha,Madrid

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Ce l’hai la tessera?

6 Aprile 2009

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Questo weekend ho girato un paio di comunissimi locali della zona.
Entrambi i posti adottano la pratica della “consumazione obbligatoria”: è una scelta di ormai quasi tutti i locali che, invece di farti pagare direttamente all’ingresso,ti fanno pagare al momento dell’acquisto della prima (obbligatoria)consumazione un prezzo prefissato,indipendentemente dalla bevanda. Nel caso dei due locali citati,10 euro uno e 5 l’altro.
Fino a qui tutto regolare,se non fosse che,oltre a questa pratica,questi due posti hanno un altro vincolo: la famosa tessera.
Due locali,due tessere diverse per imbottire un po’ lo svuotato portafoglio.
Il meccanismo del tesseramento mi rimane ancora abbastanza oscuro; questi cartoncini ti rendono iscritta automaticamente a dei circoli che vantano svariati fini, da scopi sociali alla promozione sportiva ,fino a un chiaro risvolto politico.
Tutto per scucirci dei soldi”,afferma la gente in coro.
Col beneficio del dubbio,visitando i siti delle diverse associazioni ho trovato statuti e iniziative che mostrano un impegno nel sociale certamente mirabile,soprattutto le iniziative promosse dal famoso circolo Arci; ma per quanto una persona possa condividere o meno gli ideali dei suddetti circoli, non vedo una connessione logica tra una discoteca e un’associazione di questo tipo.
La finalità di un circolo dovrebbe essere quella di riunire persone che si prendono a cuore determinate cause e che intendono associarsi e impegnarsi per il conseguimento di esse (basti guardare la definizione stessa di associazione per l’ordinamento giuridico italiano) ;tra le centinaia di iscritti a questi enti,moltissimi ne ignorano le attività e magari non ne seguono nemmeno l’orientamento politico.
In poche parole,queste associazioni vanteranno pure un alto numero di iscritti…ai quali però non frega niente né delle attività promosse,nè dell’esistenza stessa di tale organismo.

Morale: da questo weekend risulto iscritta a due diversi circoli sportivi.E sono tre anni che non rinnovo l’abbonamento della palestra.

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Hello Word..Press!

3 Aprile 2009

Finalmente,la scelta di passare a WordPress.
Ho avuto diversi “blog”: dal classico Windows Live Spaces -piattaforma gratuita messa a disposizione agli utenti registrati a MSN- a un più creativo MySpace; li ho trovati entrambi molto dispersivi,utili a mostrare le foto delle proprie vacanze piuttosto che a creare discussioni e confronti costruttivi tra le persone.E il paradosso è che,soprattutto quest’ultimo,nasce come social network.
Ovviamente si tratta di gusti ed esigenze personali. MySpace può essere un ottimo biglietto da visita,utile soprattutto a chi vuole far conoscere la propria musica (molti gruppi sono nati proprio grazie al web,ad esempio gli Arctic Monkeys): in poche parole,non per me.
Il blog vero e proprio è racchiuso in una specie di widget laterale che mostra unicamente i titoli dei post,rendendolo un elemento marginale e visualizzabile solo andando intenzionalmente ad aprirlo a parte.
Quella che sarà per me una novità con WordPress,è lo stile dei post:non sono abituata a trattare argomenti di attualità,a creare argomenti di discussione,ad aggiornamenti periodici e regolari (benchè non vi siano regole prefissate,noto che sono comunque queste le tendenze dei blogger); è la mia occasione per condividere pensieri che vanno oltre ai miei stati d’animo,per mettermi in discussione,per raccontare e raccontarmi.
Con queste considerazioni,ho brevemente mostrato “perché sono qui” (più che altro,era anche un pretesto per sperimentare le varie funzioni relative alla pubblicazione degli articoli !); “chi sono”,invece,ve lo lascerò scoprire boccone per boccone.
Tania R.